.

Mario Monti in Senato.
post pubblicato in Diario, il 26 gennaio 2012

"La disciplina delle politiche di bilancio, che spesso viviamo come una stretta camicia di forza finanziaria volta a costruire un'area di stabilità per la nostra moneta unica, non è forse mirante anche ad impedire a ogni Stato membro di fare quello che alcuni Stati membri hanno fatto in enorme misura nei passati decenni, cioè di soddisfare le esigenze del presente con spese pubbliche fortemente superiori alle entrate, creando disavanzo e debito pubblico, che è un fardello posto sulle spalle delle generazioni future?" (Mario Monti ieri in Senato)




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IN ARRIVO L'AGENZIA DI RATING EUROPEA
post pubblicato in Diario, il 22 gennaio 2012
"Quest'anno nascerà l'agenzia di rating europea", annuncia Diário de Notícias, secondo cui la Roland Berger Strategy Consultants, la più grande società di consulenza strategica europea – sta trattando con diverse istituzioni finanziarie dell'Ue e svizzere per raccogliere circa 300 milioni di euro e creare un'agenzia di rating europea.

L'obiettivo è dare vit...a a "un'organizzazione no profit privata", che secondo Diário de Notícias potrebbe vedere la luce nel primo trimestre del 2012. Un'agenzia di rating europea "promette maggiore trasparenza" per competere con le tre maggiori agenzie di rating statunitensi: Moody's, Fitch e Standar&Poor's.

Secondo Roland Berger l'idea di creare un'agenzia europea, di cui hanno parlato diversi leader, dalla cancelliera tedesca Angela Merkel al presidente della Commissione europea José Manuel Barroso,

risolverà i maggiori problemi legati alle agenzie di rating, soprattutto la loro struttura monopolistica e i conflitti d'interesse connaturati al sistema attuale. [L'agenzia] seguirà criteri di efficienza stabiliti dal settore bancario, che si baseranno sugli accordi Basel II, analisi del credito e dell'infrastruttura. Allo stesso tempo verrà modificato l'intero processo di rating per assicurare una maggiore trasparenza, e sarà creata una piattaforma online per permettere a tutte le agenzie di pubblicare le loro valutazioni. Gli investitori dovranno impegnarsi a pubblicare i loro ranking e rating, altrimenti potranno optare per un'agenzia a loro scelta.
19 gennaio 2012 (Presseurop)
 



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Limitazione licenze per tutto il commercio e per tutti i servizi.
post pubblicato in Diario, il 22 gennaio 2012
I titolari di licenza per auto pubblica hanno buon diritto nel difendere la tutela del loro commercio. Non vedo quindi e proprio per questo motivo come non possano o non debbano, anche altri "esercenti", tutelarsi erigendo barriere che impediscano la crescita del numero degli esercizi nel proprio settore. I negozianti dell'abbigliamento, ad esempio, seguendo questa logica avrebbero potuto impedire... lo svilupparsi dei marchi che hanno invaso città e centri commerciali con i loro a volte imponenti negozi. Allo stesso modo gli oculati tassisti temono l'inserimento nel loro mercato di imprese ben organizzate. Insomma queste tutele non avrebbero come obiettivo il buon servizio per i cittadini, ma semplicemente un circoscritto carattere di protezione sociale. Si auspicherebbe quindi che venissero limitate, per par condicio, le licenze per ogni aspetto del commercio e dei servizi. Il tutto non si sa con quale beneficio per i cittadini.
 



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Curve pericolose.
post pubblicato in Diario, il 20 gennaio 2012
www.youtube.com
Information http://www.qps.nl/display/qastor/2012/01/17/20120117_stranding: After the Costa Concordia made the headlines by running onto a rock off the islan...



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La facile ironia su cose serie.
post pubblicato in Diario, il 20 gennaio 2012
La nave Concordia ha impiegato un'ora per eseguire la manovra di "spiaggiamento", manovra universalmente prevista in caso di rischio di affondamento. Il Comandante ha quindi invitato i passeggeri a restare nelle cabine. Non appena la nave è stata messa in sicurezza su un basso fondale, il Comandante ha dato l'ordine di sbarco. Sulla nave erano imbarcati anziani e bambini e quindi se si fosse diffu...so il panico i più deboli ne avrebbero subito le conseguenze. Liberi tutti i passeggeri di comunicare all'esterno con i telefonini, il comandante non ha voluto che si diffondessero notizie sul vero stato di pericolo. Un comportamento responsabile; i signori giornalisti, notoriamente e esperti in ogni genere di sapere, la pensano diversamente e quindi ironizzano.
 



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VERGOGNATEVI VOI GIORNALISTI! Costa Concordia, scrive un membro dell’equipaggio.
post pubblicato in Diario, il 19 gennaio 2012
Italia

Costa Concordia, scrive un membro dell’equipaggio
Il commento sul Post di Katia Keyvanian, che era sulla nave e protesta per le versioni dell'accaduto
15 gennaio 2012
 http://www.ilpost.it/2012/01/15/costa-concordia-scrive-un-membro-dellequipaggio/

Purtroppo non ho il name tag, da fotografare, perchè l’ho perso in mare, assieme alla macchina fotografica!! Sono Katia Keyvanian, GSM – Imbarcata il giorno 13/1 per sostituire la collega del Concordia. Scrivo solo due righe, perchè ho un treno da prendere per tornare a casa!! Vorrei tanto essere invitata dai vari Giletti, Mentana, Vinci, e da tutti gli altri giornalisti, che senza cognizione di causa , senza aver verificato le loro fonti, e le notizie, scrivono e dicono un sacco di IDIOZIE!!! Vorrei poter rispondere, alla marea di idiozie e falsità che sono state dette! Per il momento ne dico solo una, poi, quando potrò scriverò di piu’. Abbiamo evacuato, al buio, con la nave piegata su un fianco 4000 persone in meno di due ore!!! Gli incompetenti non sono in grado di fare questo. Non è vero che il Comandante è sceso per primo, io ero sull’ultima lancia, e lui rimasto attaccato alla ringhiera al ponte 3, mentre la nave affondava. VERGOGNATEVI VOI GIORNALISTI INCOMPETENTI che avete scritto che lui è sceso per primo!!! Io ero sulla lancia, che mentre si allontanava, stava per essere schiacciata dai paranchi della nave che affondava e stava per sfondare il tetto della nostra lancia. Abbiamo tirato su in lancia un sacco di ospiti che erano finiti in mare, e mentre spogliavamo una ragazza bagnata per coprirla con la coperta termica, un ospite ci faceva un filmino con il telefonino!!! VERGOGNATEVI!!! abbiamo lanciato un salvagente in mare, e mentre tiravamo su un altro signore, io con la corda legata al polso per fare forza, e tirare su, un signore che fa la foto!! VERGOGNATEVI!!! abbiamo dovuto gestire un branco di pecoroni allo sbaraglio, e poi vengono a dire che noi siamo stati incompetenti??! VERGOGNATEVI!! mentre ero inclinata a fare uscire le persone che spingevano, e urlavano, poco alla volta nelle lancie, un uomo grande e grosso ovviamente pax, con la sigaretta in bocca. Quando gli ho chiesto “ma che caz.. sta facendo, fuma in questo stato, inclinati, al buio, con il carburante che potrebbe uscire!!” la risposta è stata “mi serve per lo stress”!!!!!!!!!!!!! ho una sola parola da aggiungere, prima di perdere il treno……… Noi ci siamo adoperati per gli ospiti, per salvarli, portarli in sicurezza, se sono salvi, è merito solo nostro, di tutto l’equipaggio, che ha fatto di tutto. Non vogliamo essere ringraziati, NO, abbiamo fatto solo il nostro dovere, ma non vogliamo nemmeno sentire tutte le fesserie, bugie, menzogne, tanto per fare lo scoop, o fare una trasmissione che sono state dette. 4000 PERSONE IN DUE ORE, AL BUIO… E INCLINATI, LI ABBIAMO PORTATI NOI, STAFF DEL CONCORDIA, A TERRA, NON SONO SCESI LORO IN SPIAGGIA CON IL SECCHIELLO E LA PALETTA, E LE FORMINE !!! li abbiamo portati noi!!!! Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli abitanti dell’isola del giglio, anche il sindaco, che è salito a bordo, a verificare la situazione, (non sapendo chi fosse lo avevo ripreso perchè non aveva il giubbotto!) ringrazio con tutto il cuore tutti, tutti gli abitanti dell’isola che si sono adoperati per tutti noi, con massima diponibilità, dandoci le loro coperte colorate, fatte all’uncinetto. cercando dei carica batterie per il cellulare, e tanto altro. Grazie a tutti loro. Ora scappo che devo prendere un treno, e andare a casa. A presto. Ah, dimenticavo…. agli altri dico VERGOGNATEVI




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Un Comandante sconsiderato, ma che sa comandare.
post pubblicato in Diario, il 19 gennaio 2012

 
Come volevasi dimostrare, il Comandante Schettino, dopo l'impatto con gli scogli, ha pensato solo ad una cosa: mettere in sicurezza la nave su un basso fondale. Operazione riuscita grazie alla perizia marinara dell'equipaggio. Dopo l'impatto, l'acqua marina ha prodotto l'arresto dei motori. Mancando energia, probabilmente il timone non poteva più essere azionato. Del resto sarebbe mancato lo spazi...o per manovrare normalmente. Facendo perno con una ancora di prua, la nave ha scodato di poppa finendo sulla secca di Punta Gabbianella, dove finalmente si è arrestata. L'impatto è avvenuto alle 21,45 e l'arresto completo alle 22,42. Solo a questo punto il Comandante ha potuto valutare se ci fossero le condizioni per uno sbarco sicuro. E’ più che evidente che il comandante Schettino ha atteso solo 15 minuti, da quando la nave si è completamente arrestata, per dare l'ordine di sbarco in sicurezza alle ore 22,58. La Capitaneria era ovviamente assai preoccupata per il semplice motivo che da anni aveva tollerato se non incoraggiato manovre come quella che ha portato il Comandante molte volte a rischiare il naufragio. Questa volta è andata male. Come si sa la vittoria ha molti padri, ma la sconfitta uno solo. Perché il Capitano ha negato sempre la gravità dell’accaduto. Probabilmente perché voleva operare senza che ci fossero interferenze. Del resto la responsabilità del risultato era ancora tutta ed esclusivamente sua.
 



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Un ringraziamento a chi ha salvato i passeggeri della Concordia.
post pubblicato in Diario, il 17 gennaio 2012

La manovra per arenare la Concordia è stato eseguita con grande perizia marinara. L'unica manovra possibile e che ha permesso di salvare la vita a migliaia di anime. Chi ne sia stato il conduttore lo sapremo. Ma a costui credo vada un grande ringraziamento da parte dei passeggeri e dell'equipaggio. (immagine tratta da blog.yachtandsail.it)

 



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Naufragi e stupidità giornalistiche.
post pubblicato in Diario, il 14 gennaio 2012

Visto ed appurato che la prua della nave è rivolta a sud, mentre viaggiava verso nord, non si capisce come mai i passeggeri abbiano avuto notizia del dramma solo dal rumore a dalle vibrazioni della nave che, avendo invertito rotta, si è diretta volutamente contro l'Isola del Giglio, arenandosi. Non un giornalista ha fatto riferimento a quanto è stato evidente per tutti. Mi domando veramente in mano a quale giornalismo da strapazzo ci siamo affidati!!!!!!




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Sottoscrizione.
post pubblicato in Diario, il 14 gennaio 2012

Lancio un accorato appello per la sottoscrizione a sostegno di Illy, affinché il nostro Riccardino non debba rinunciare alla "barca".




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Il Comunicato del Rating Service di S&P sull'Italia.
post pubblicato in Diario, il 14 gennaio 2012

Questo documento è ufficiale. Ovviamente in Italia si guardano bene
dal diffonderlo anche a chi non si destreggia in internet.
Dal testo si evince che il Governo Monti opera nella direzione giusta,
ma anche che i politici potrebbero impedire che vengano raggiunti
gli obbiettivi.
Insomma, direi: la politica del tanto peggio, tanto meglio.
Un tempo fu la tattica dei comunisti; oggi quella dei liberali all’amatriciana.

Italy's Unsolicited Ratings Lowered To 'BBB+/A-2'; Outlook Negative

Publication date: 13-Jan-2012 16:44:48 EST

 
LONDON (Standard & Poor's) Jan. 13, 2012--Standard & Poor's Ratings Services
said today that it lowered its unsolicited long-term sovereign credit ratings
on the Republic of Italy to 'BBB+' from 'A'. At the same time, we lowered the
unsolicited short-term sovereign credit rating to 'A-2' from 'A-1'. We also
removed the ratings from CreditWatch with negative implications, where they
were placed on Dec. 5, 2011. The outlook on the long-term rating is negative.
 
Our transfer and convertibility (T&C) assessment for Italy, as for all
European Economic and Monetary Union (eurozone) members, is 'AAA', reflecting
Standard & Poor's view that the likelihood of the European Central Bank
restricting non-sovereign access to foreign currency needed for debt service
is extremely low. This reflects the full and open access to foreign currency
that holders of euro currently enjoy and which we expect to remain the case in
the foreseeable future.
 
The downgrade reflects what we see as Italy's increasing vulnerabilities to
external financing risks, given the high foreign ownership of its government
and financial sector debt. It is our view that deepening political, financial,
and monetary problems within the eurozone are exacerbating the external
funding constraints on the Italian public and private sectors.
 
The downgrade of Italy's ratings reflects our view that the country's external
financing costs have risen markedly and may remain elevated for an extended
period of time amid a reduction in cross-border financing of Italian banks and
the government. We expect that a difficult external financing environment will
have negative implications for growth performance and hence public finances.
Looking at BIS data, we note a marked and sustained decline in foreign banks'
claims on Italian borrowers; this represents a risk to the sustainability of
Italy's balance of payments, in our view, as it could reduce Italian
borrowers' capacity to roll over their debt at low interest rates acceptable
to the borrowers. Consequently we have lowered our external liquidity score
for Italy (one of the five key factors in our published sovereign ratings
criteria). 
 
The lower external score also reflects our view of Italy's substantial
exposure to short-term external liabilities. Our calculations indicate that
the ratio of total short-term external debt by remaining maturity exceeds 100%
of current account receipts. We view current account receipts as an
appropriate measure of an economy's foreign currency generating capacity. In
our view, higher interest payments to non-resident creditors in turn will
require increased domestic savings or lower investment in order to stabilize
Italy's external debt net of liquid assets, which we estimate at 240% of
current account receipts at Dec. 31, 2011.
 
During 2012 and 2013, we expect the Italian Treasury will likely either pay
historically high yields at longer maturities or issue debt at lower
maturities to take advantage of the recent steepening of the yield curve. Over
time, the latter option would, in our opinion, diminish one of Italy's
important credit strengths: the relatively long average maturity of its debt
stock of over seven years, a phenomenon that slows the impact of rising yields
on the Italian government's budgetary performance. 
 
The outcomes from the EU summit on Dec. 9, 2011, and subsequent statements
from policymakers lead us to believe that the agreement reached has not
produced a breakthrough of sufficient size and scope to fully address the
eurozone's financial problems. In our opinion, the political agreement does
not supply sufficient additional resources or operational flexibility to
bolster European rescue operations, or extend enough support for those
eurozone sovereigns subjected to heightened market pressures.
 
We also believe that the agreement is predicated on only a partial recognition
of the source of the crisis: that the current financial turmoil stems
primarily from fiscal profligacy at the periphery of the eurozone. In our
view, however, the financial problems facing the eurozone are as much a
consequence of rising external imbalances and divergences in competitiveness
between the eurozone's core and the so-called "periphery". As such, we believe
that a reform process based on a pillar of fiscal austerity alone risks
becoming self-defeating, as domestic demand falls in line with consumers'
rising concerns about job security and disposable incomes, eroding national
tax revenues.
 
In our view, the effectiveness, stability, and predictability of European
policymaking and political institutions (with which Italy is closely
integrated) have not been as strong as we believe are called for by the
severity of a broadening and deepening financial crisis in the eurozone.
Nevertheless, we have not changed our political risk score for Italy (one of
the five key factors in our published sovereign ratings criteria). We believe
that the weakening policy environment at European level is to a certain degree
offset by a stronger domestic Italian capacity to formulate and implement
crisis-mitigating economic policies. This reflects our view of the improved
policy environment under the recently inaugurated technocratic government
headed by Mario Monti, and our expectation that extensive growth-enhancing
measures will be implemented during the first half of 2012.
 
We believe that plans to deregulate the labor market, including closed
professions, could help to restore Italian competitiveness, potentially
enabling Italy to operate steady current account surpluses in a shift that
could strengthen Italy's creditworthiness. Nevertheless, we expect that there
could be opposition to some of the current government's ambitious reforms.
This, we believe, increases the uncertainty surrounding the outlook for growth
and hence public finances, in the context of a more challenging funding
environment for Italian banks and the Italian government.
 
Italy's ratings are also constrained by what we see as the country's very high
public sector debt and weak economic growth potential. The ratings are
supported by our view of Italy's wealthy and diversified economy, expected
primary fiscal surpluses, and sizable private sector savings.
 
The outlook on the long-term rating on Italy is negative, indicating that we
believe there is at least a one-in-three chance that the rating will be
lowered again in 2012 or 2013. According to our criteria, we could lower the
ratings if a weaker-than-expected macroeconomic environment and deflationary
pressures: reduce Italy's per capita GDP; result in Italy's net general
government debt ratio continuing its upward trajectory; or lead to what we
would consider a prolonged worsening of financing conditions. We could also
lower the ratings if we see that the technocratic administration fails to
implement structural reform measures that we believe are necessary to boost
growth potential, whether due to opposition from special interest groups and
other incumbents or if the new government's term is cut short before its
mandate is fulfilled. 
 
Conversely, we expect that the ratings could stabilize at the current level if
structural reforms are fully implemented and shift the Italian economy to a
higher level of growth, or if we see that other measures--such as significant
asset sales and privatizations--are taken to substantially reduce the public
sector debt burden.
 



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La vendetta di S&P
post pubblicato in Diario, il 13 gennaio 2012

La agenzie di rating USA hanno più volte preso solenni cantonate a causa delle loro valutazioni spesso ingiustificate e pretestuosi. L'attuale attacco di S&P all'Italia appare davvero sorprendente mentre quello alla Francia era da tempo annunciato. Proprio in questi giorni il Ministro della Difesa Giampaolo DiPaola ha deciso di riconsiderare il programma di adeguamento delle nostre forze aeree. In... parole povere, si potrebbe rivedere l'acquisto dei caccia F-35 in favore di un analogo aereo, vale a dire l'europeo Eurofighter Typhoon per il quale Finmeccanica partecipa al 19,5%. Uno sgarbo che sicuramente ha fatto saltare la mosca al naso a qualcuno che manovra in S&P. Ma non basta; l'europea Airbus ha chiuso il 2011 superando la Boeing USA per il nono anno consecutivo in ordinativi. L'attacco si S&P alla Francia potrebbe essere stato influenzato da questa storica debacle dell'industria stelle e strisce. Mi sbaglio?




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Anatemi.
post pubblicato in Diario, il 11 gennaio 2012

Gli anatemi mi inorridiscono. Chi li "lancia" è mentalmente già vittima proprio della idea che vuole combattere. Nell'affrontare il tema dell'omosessualità, tra Francesco Bruno ed i suoi accusatori, è sicuramente il professore ad apparire più dialetticamente sereno. Quando si cerca di essere anticonformisti a tutti i costi, capita di annaspare nelle proprie contraddizioni e su questo terreno Bruno... è vincitore indiscusso. Del resto noi tutti rileviamo le "diversità" quando le stesse generano a noi stessi un turbamento; le diversità, di qualunque genere siano, ci obbligano a pensare, a riflettere ed a scegliere su come convivere con problematiche che vorremmo, se possibile, scansare ed ignorare. Ma le diversità esistono e non possiamo rinominarle, come normalità alternative e di comodo, per il solo semplice motivo che non funzionerebbe ed anche perché questo espediente non ci convincerebbe. Ecco il punto sul quale Bruno si "diverte" a polemizzare. Una trappola autogenerata proprio da quelli che, ragionevolmente, ma anche ipocritamente, in fondo si pensano "normali".

www.repubblica.it
Il professore - docente alla Sapienza e all'università di Salerno, ospite spesso dei salotti televisivi - contesta l'Organizzazione mondiale della sanità. E sui genitori dei ragazzi omosessuali dice: "Sono traumatizzati, mentono se dicono di accettare la diversità dei loro figli". Due anni fa era gi...



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Gli acquisti della Grecia in crisi.
post pubblicato in Diario, il 11 gennaio 2012

La Grecia è alla canna del gas? Non si direbbe. Sono in arrivo 60 caccia Eurofighter, fregate francesi per 4 miliardi di euro più motovedette varie.
La grecia spende per armamenti, in proporzione al PIL, più degli USA.
A cosa serviranno i ben 233 carri armati importati dalla Germania?
Guarda caso, il Governo tedesco vede con favore al consolidamento del Primo Ministro Papademos. Vorrei vedere di no!




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Viva le SS!
post pubblicato in Diario, il 11 gennaio 2012

In Estonia un progetto di legge vuole concedere ai membri delle SS estoni lo status di "combattenti per la libertà" per aver partecipato alla lotta contro l'Unione Sovietica. Mi sembra un atto di verità storica. In effetti tutto il mondo occidentale "tifò" in favore dei tedeschi, che nelle vesti di autentici crociati, avrebbero dovuto detronizzare il popolo russo e renderlo schiavo al punto da privarlo di ogni minima forma di cultura. Un lavoro sporco, ma utile alle logiche imperialistiche occidentali. Del resto, quando le truppe tedesche scesero in Francia, attraversando le strade cittadine in Normandia, esse furono accolte, come liberatrici, da entusiastici lanci di fiori.




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Mario Monti, oggi a Reggio Emilia!
post pubblicato in Diario, il 7 gennaio 2012

«Sono certo di una cosa: i nostri figli e nipoti il 7 gennaio del 2061 festeggeranno uniti il tricolore e confido che festeggeranno con il tricolore anche la bandiera dell'Europa unita. L'Italia ha bisogno dell'Europa e l'Europa dell'Italia. Per questo, per sentire sempre più nostro l'orgoglio del tricolore, la bandiera dell'Europa e l'Europa, opera silenziosamente e laboriosamente l'Italia e opera il nostro governo. Viva il tricolore, viva l'Italia, viva l'Europa»




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Il Paese di Utopia.
post pubblicato in Diario, il 25 dicembre 2011

Scusate se anche a Natale non mollo!

Giro un trafiletto di un articolo comparso il 23 dicembre su "PUBLICO" di Madrid, che racconta di come si può anche affrontare una crisi.

"Nel gennaio del 2009 il popolo islandese si è ribellato. Gigantesche manifestazioni pacifiche hanno provocato la caduta del governo conservatore di Geir Haarde. La sinistra, minoritaria in parlamento, è tornata al potere e... ha convocato nuove elezioni per il mese di aprile. L'Alleanza socialdemocratica di Jóhanna Sigurdardóttir e il Movimento sinistra verde hanno ottenuto la maggioranza assoluta.
Nell'autunno del 2009, in seguito a un referendum d'iniziativa popolare, l'Islanda ha affidato alle assemblee cittadine la redazione di una nuova costituzione. Nel 2010 il governo ha proposto la creazione di un consiglio nazionale costituente, i cui membri sarebbero stati eletti a sorteggio. Due referendum (il secondo nell'aprile 2011) hanno respinto il piano di salvataggio per le banche e il rimborso del debito estero. NEL SETTEMBRE 2011 L'EX PRIMO MINISTRO GEEIR HAARDE E' STATO PROCESSATO PER LE SUE RESPONSABILITA' NELLA CRISI ECONOMICA".

Oscar Wilde diceva: "Una carta del mondo che non contiene il Paese dell'Utopia non è degna nemmeno di uno sguardo".

 




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CITTADINI O SUDDITI?
post pubblicato in Diario, il 20 dicembre 2011

I cittadini protestano; viva i cittadini. Noi, i cittadini, non vogliano rinunciare nemmeno ad un euro! Potendolo fare! Ridurre il debito? Ma lo hanno generato i politici, e noi cosa c'entriamo? Eppure siamo sempre la stessa massa; quella che ha legalmente permesso al nazifascismo di impossessarsi del potere; si proprio gli stessi. Adoriamo i populisti; crediamo loro tanto quanto ai loro commessi, quelli che comunemente chiamiamo giornalisti. Ci hanno insegnato che  essere buon politico significa blandire i cittadini con l’appellativo Popolo Sovrano, niente meno. Il sig. Berlusconi, in particolare, ci ha regalato un periodo storico straordinario; l’Italia va bene anzi benissimo, anche se il Paese cresceva ai minimi europei, e quindi tutti tranquilli! E’ stato un sogno, per alcuni un incubo, ma del quale tutti abbiamo beneficiato; al punto da gongolarci quando, guardando i Tg, si assisteva a quella disperazione delle vittime predestinate; licenziamenti a gogo. La cosa addirittura ci rassicurò, nella speranza che la “belva ” potesse finalmente saziarsi. Ma non è andata così, ed ecco il brusco risveglio. Ci accorgiamo, tutti, che siamo nell’Unione Europea. Una realtà che ci ha messo al riparo dalle guerre per più di mezzo secolo (mai successo), ma non ce ne siamo accorti.  Ma forse questa condizione di pace, per chi non è stato nemmeno sfiorato dagli orrori della guerra, per chi non è mai stato sfollato o non dovuto nascondere nei rifugi puntellati delle nostre cantine, non può che lasciare indifferenti. Dalla CEE della libera circolazione di beni, servizi, persone e capitali siamo arrivati alla introduzione dell’euro. Il tutto, a seconda dei casi, senza nemmeno chiederci l’opinione. E così arriviamo alla prima crisi dei Paesi dell’area. Come fare? L’Europa si è data una regola: non si stampa moneta per generare svalutazione. Su questo punto è fondata l’Europa dell’Euro (La moneta Tedesca non è mai stata svalutata dalla fine della seconda guerra mondiale) ed è un patto di ferro e di GIUSTIZIA SOCIALE perché altrimenti, a patirne, sarebbero i ceti più deboli. Purtroppo i politici europei, esclusi i tedeschi, hanno disatteso le regole della buona amministrazione e si sono abbandonati a spese più o meno faraoniche per ingraziarsi gli elettori. Oggi il mondo intero, dove sono anche alla fame miliardi di esseri umani, ci presenta il conto. La verità, purtroppo, è che cittadini non siamo mai stati, perché a questo stato sarebbe corrisposta anche la responsabilità di votare politici seri e non populisti da strapazzo. Insomma, abbiamo preferito vivere allegramente ed irresponsabilmente da sudditi.




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Cameron, Cameron!
post pubblicato in Diario, il 16 dicembre 2011

Il vicepremier liberaldemocratico Nick Clegg ha criticato il rifiuto dell'accordo sull'unione fiscale da parte di David Cameron, il cui "spirito da Bulldog" è stato acclamato dall'ala euroscettica dei suoi Conservatori.




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La ricchezza generata con l'impegno di molti, trafugata dai soliti pochi.
post pubblicato in Diario, il 14 dicembre 2011

Oggi da Die Zeit Hamburg

"Occultamento - SVIZZERA – Le somme di denaro nascoste solo colossali. Talmente colossali che dovrebbero far spalancare gli occhi ai responsabili politici europei. Soltanto in Svizzera i privati – in gran parte europei – tengono nascosti 1.560 miliardi di euro. Altri 1.400 li hanno occultati in Gran... Bretagna, per lo più nelle isole della Manica; 440 in Lussemburgo, 78 nel Liechtenstein. Tutti questi paesi sono complici di evasione fiscale: prelevano le ricchezze delle altre nazioni e campano di interessi. Come reagisce l’Europa? Invece di indignarsi con una voce sola, le capitali europee considerano queste pratiche scandalose alla stregua di vecchie tradizioni, di affari diplomatici.
Per quanto riguarda il Liechtenstein e la Svizzera, sono pochi i paesi – tra essi c’è la Germania – che hanno voluto firmare accordi per una duplice ingiunzione: l’idea è che una parte dei debiti fiscali sia rimborsata al paese d’origine dei capitali per mezzo di un’imposta forfettaria. Questo criterio compromette il progetto della Commissione europea di instaurare scambi automatici di informazioni miranti a rintracciare gli evasori, progetto respinto anche dal Lussemburgo. Quel medesimo Lussemburgo che predica così volentieri la solidarietà europea. Peer Teeuwsen"




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Pronto Soccorso.
post pubblicato in Diario, il 12 dicembre 2011

 

Perseguire, nei limiti del possibile, la propria salute, non con le medicine, ma grazie a comportamenti virtuosi, è un valore morale che si esprime non solo verso noi stessi, ma anche nei confronti di chi dovrà accudirci e della società in generale; eppure il Sistema Sanitario Nazionale, già di se stesso, non opera in questa direzione ed i cittadini a fronte della massimizzazione del profitto, per...seguita dalle strutture sanitarie e dalla industria farmaceutica, si permettono, in modo sempre più ingiustificato, il "piacere" di capitalizzare i soldi versati direttamente od indirettamente, ottenendone in cambio il massimo in termini di prodotti e servizi. Ne è un esempio il ricorrere al Pronto Soccorso, la dove sarebbe sufficiente consultare il medico di famiglia, se non altro per il motivo che i medici dei Pronto Soccorso tendono a prescrivere più esami del medico di famiglia stesso.




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Gli attuali quarantenni.
post pubblicato in Diario, il 10 dicembre 2011

 L'Europa si è fatta nella relativa indifferenza dei popoli, ma non ha beneficiato di alcuna distrazione da parte di chi ha osteggiato e continua a farlo l'unità dei popoli europei. Sono questi i nazionalisti ed i populisti. Si alimentano costoro della xenofobia e del ritorno alle Nazioni sovrane allo scopo di proteggere i più mediocri prodotti "fatti in casa". Educata dalla televisione l'attuale g...enerazione dei quarantenni vive irrazionalmente una Democrazia di opinione fondata sui sondaggi; è una generazione che non ha memoria e crede che i diritti siano un "prodotto in costante offerta". Inconsciamente questi sconsiderati, tra cui i miei figli, chiedono ai Governanti di agire come Tiranni buoni pateticamente, ostentando loro il proprio innocuo dissenso




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L'Europa unita per la Pace.
post pubblicato in Diario, il 10 dicembre 2011

L'europa non è stata creata in un giorno e non credo che possa avanzare a guizzi. La ragion d'essere dell'Europa, come  affermava Kohl, deriva dalla consapevolezza che nel succedersi delle generazioni si sarebbe perso il ricordo della tragedia delle due guerre mondiali. Finché sono vivi i ricordi della guerra occorre costruire uno schema di governance europea che eviti il ritorno al passato. Ma proprio la memoria mi sembra essere il problema degli attuali politici e di molti "giovani" quanto "leggeri" commentatori.




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L'Europa Unita.
post pubblicato in Diario, il 9 dicembre 2011

L’Europa unita, ben lungi dal “fallire”, sta “pagando” lo scotto di essere il più esaltante progetto della storia dell’umanità. Quindi per sua natura  un progetto assai complesso,  che ebbe la spinta propulsiva da parte di Uomini straordinari.

La partecipazione di molti Stati a questa Europa fu coatta, cioè, non ebbe il suffragio dei popoli stessi. Ovviamente se si fosse ricorso alle urne l’Europa attuale non esisterebbe ed anche oggi, come all’epoca della fondazione, la maggioranza degli elettori rimane, dicono le statistiche, contraria. La storia insegna, purtroppo, che è molto più facile avere consensi quando si inneggia alla guerra che alla impegnativa costruzione di una pace duratura. Politici e tiranni galleggiano da sempre sulla stupidità dei loro sudditi. Le decisioni sulle cose più grandi non possono e non devono essere delegate alla approvazione degli ignoranti (nel senso buono della parola).
Oggi si semplifica nel termine “mondializzazione”, un fenomeno assai complesso che vede l’espansione economica di Paesi di recente industrializzazione e di popoli ai quali viene concesso di accedere sempre più al consumo delle stesse cose che producono. Con questi Paesi il mondo occidentale si deve confrontare ad armi pari e non più, come un tempo, con la “politica delle cannoniere”.
Avviene purtroppo che, come per un principio dei vasi comunicanti, mentre i popoli dei paesi emergenti prendono sempre più coscienza dei propri diritti, ai quali accedono gradualmente, in Europa succede e succederà sempre di più esattamente il contrario.
Ma non basta; in questa Europa del futuro, di oggi, accade anche che le democrazie liberali, che credevano di dare di tutto e di più a tutti solo in nome della produttività e di una malintesa democrazia, dovranno scegliere tra due modelli di sviluppo: uno, sicuramente vincente, fondato sulla equità sociale ed uno perdente, e ne vediamo oggi i segnali, fondato sulla diseguaglianza. Le resistenze che si frappongono alla adozione del primo modello derivano unicamente dalla ostinazione dei privilegiati che, accecati dalla illusione di poter reiterare all’infinito le proprie posizioni di rendita, opteranno sempre per il secondo modello.
Se fu difficile a suo tempo imporre regole teoricamente ferree ai Governi europei, tanto più difficile appare oggi il consolidarle e perfezionarle come già sta avvenendo anche nella giornata di oggi.
Del resto quali  sono modelli di grandi economie al Mondo ai quali l’Europa potrebbe ispirarsi: gli Stati Uniti dove un cittadino su 99 dimora nelle patrie galere o, molto peggio,  la Cina comunista?



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UE: Londra si oppone alla modifica dei Trattati. Salta l’accordo a 27
post pubblicato in Diario, il 9 dicembre 2011
 
Ovviamente il Governo UK si oppone all'adeguamento dei trattati. Londra sguazza con la sua moneta nazionale, naturalmente alle spese dei ceti medio bassi oggi immiseriti più che mai. Proprio quello che l'Italia berlusconizzata non ha potuto fare. L'accordo sarà quindi ricercato tra i Paesi dell'area della moneta unica. Accordi o meno rimane un dato di fatto: di fronte all'emergere dei paesi in vi...a di sviluppo, il mondo occidentale deve fare un notevole passo indietro e ne farà ancora quando le future generazioni dei paesi emergenti otterranno più rispetto dei diritti umani. Il tasso di Democrazia si adeguerà in tutto il mondo ad un livello praticabile nella misura in cui sarà controllata la propensione delle classi dirigenti alla loro naturale scalata ai massimi privilegi possibili.



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Vincitori e perdenti.
post pubblicato in Diario, il 7 dicembre 2011
Abbiamo imparato, da piccoli, giocando a Monopoli, che negli affari non c’è spazio per il cuore, ma al contrario è indispensabile approfittare delle “disgrazie” altrui, osare con giudizio ed avere una buona dose di fortuna.
Nello spietato gioco mondiale le crisi di alcuni sprovveduti Paesi offrono ad altri occasioni straordinarie.
La conclusione è che in questa grande kermesse mondiale, dove vinti e vincitori si alternano, la democrazia e di conseguenza la giustizia sociale sono le vere perdentì.
"Carletto" ci guarda ironico.



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Standard USA ed europei.
post pubblicato in Diario, il 6 dicembre 2011

Lo standard europeo proprio non piace alle agenzie di rating americane. Il loro ineguale modello sociale produce effetti collaterali a noi sconosciuti. Uno di questi è la popolazione delle carceri: per allinearci agli USA l'Europa dovrebbe compiacentemente ospitare nelle proprie galere almeno 5 milioni di delinquenti dei quali circa 670.000 in Italia...più o meno dieci volte il valore attuale.




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Grazie lo stesso Professore!
post pubblicato in Diario, il 5 dicembre 2011

La nuova Italia di Mario Monti non sa da fare. Il minimo indizio di cambiamento di stile di vita indigna il popolo italiano mentre i nostri rappresentanti alle Camere si risentono ancora di più. Per loro è già campagna elettorale ed il Professore dovrà solo fungere da traghettatore verso una nuova assurda competizione che ci regalerà l'ennesimo Governo di cialtroni buoni solo a premere pulsanti ed a sbeffeggiarsi nei Talk show televisivi. Gia vedo esitare il rispettoso e signorilmente ironico saluto del buon Mario. Grazie Presidente per averci indicato una strada, quella della dignitosa uscita dalla crisi; una strada che gli italiani non vogliono percorrere!




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Con tanti auguri anticipati.
post pubblicato in Diario, il 5 dicembre 2011

Più tasse per tutti! Era necessario. Statisticamente non potrò pagarle per più di dieci anni, con tanti auguri anticipati per i sopravissuti. Ovviamente, non disponendo di risorse illimitate, qualche esercizio commerciale dovrà gradualmente rinunciare ai ricavi dei miei acquisti voluttuari. Mi scuso anticipatamente per il disguido.




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I soloni.
post pubblicato in Diario, il 4 dicembre 2011

La preveggenza postuma di molti "Soloni" ci ammonisce: l'Europa è incompleta!Credo che le necessarie direttive europee, che oggi sembrerebbe plausibile applicare, negli anni 90 sarebbero apparse improponibili. Voglio notare che la solidità della moneta europea può essere compromessa solo dagli inadeguati fondamentali economici dei singoli paesi che compongono l’unione e non dalla globalizzazione c...he per l’Europa è stata e sarà sempre solo una grande e fortunata opportunità. L’Europa è stata l’origine delle immani tragedie umane del secolo scorso e fu pertanto logico pensare ad una unione dei popoli che si erano combattuti per millenni. Fu anche normale non pretendere una troppo rapida unione federale. Per questo appunto servono uomini straordinari i quali siano in grado di far comprendere a tutti i popoli europei che uniti si “vince”. E’ anche umano che ciò che unisce, inizialmente sembri inizialmente soffocare.
La Federazione Svizzera ha dovuto affrontare la globalizzazione esattamente come l’Europa; parlano quattro lingue diverse, hanno una moneta unica e, negli anche recenti momenti di crisi, a nessuno è venuto in mente che separandosi avrebbero affrontato più facilmente i cambiamenti. Rileggendo il percorso della unione dei popoli della attuale Svizzera è facile comprendere come l’assunzione, di regole sempre più stringenti, sia avvenuta, ovviamente ed obtorto collo, sempre a valle e mai a monte degli eventi esterni da fronteggiare.




permalink | inviato da gianfrancovizzotto il 4/12/2011 alle 10:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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